
La vicenda risale al lontano 2007, la ragazza si autocertifica il superamento di 4 esami falsifica le firme dei professori, e si attribuisce un ventotto, due 30 e un 30 e lode. Poi con il libretto si presenta in segreteria studenti per chiedere l’ammissione all’esame di Laurea.
Peccato che in segreteria, come per tutte le domande del genere, incrocino i dati presentati dalla studentessa con quelli dei verbali d’esame, scoprendo la verità. Il giudice ha inoltre emesso un verdetto di censura nei confronti del preside di facoltà e del direttore di corso per omessa denuncia.
Per questo il giudice l’ha ritenuta colpevole per falsità ideologica e materiale ed ha previsto il provvedimento shock.
Questo post è stato pubblicato il 20 Giugno 2014
Nel 2026, la risorsa più scarsa sul mercato del lavoro non è l'intelligenza artificiale, né…
Sappiamo tutti che la vita da fuorisede (o pendolare) è un costante equilibrismo tra il…
Scegliere un'università telematica non è mai stato così complicato. Con 11 atenei riconosciuti dal MUR,…
La discussione della tesi porta con sé un mix paradossale di euforia e vertigine. Chiuso…
Il dibattito pubblico sull'intelligenza artificiale oscilla spesso tra l'entusiasmo utopico e un timore quasi ancestrale…
Nel mercato del lavoro attuale, non conta solo cosa sai, ma come puoi dimostrarlo. Se…
Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione di terze parti per la gestione pubblicitaria. Puoi esprimere le tue preferenze sui singoli programmi pubblicitari cliccando su "maggiori informazioni". Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookie.
Privacy Policy