
Il punto G non esiste. Già ipotizzato in diversi studi la conferma arriva dagli studiosi italiani dell’università dell’Aquila e di Tor Vergata che, in una corposa rassegna svolta con colleghi francesi e messicani pubblicata su Nature Urology, non solo smentiscono definitivamente l’esistenza di un particolare punto del corpo femminile fulcro del piacere sessuale ma individuano l’esistenza di una area molto più estesa e complessa che permette il verificarsi dell’orgasmo. I ricercatori disegnano quindi una sorta di mappa intima battezzata CUV (complesso clitoro-uretro-vaginale), che include tessuti, muscoli, ghiandole e utero. E sostengono quindi che le aree intime femminili non sono affatto tessuti passivi ma strutture altamente dinamiche e sensibili tanto che gli autori dello studio stigmatizzano ginecologi e chirurghi che tagliano e cuciono senza rispetto, maltrattando questa area anatomica così sensibile. “La vagina è un tessuto attivo e sessualmente importante che va rispettato – precisa Emmanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia all’università de L’Aquila a capo dello studio.
Questo post è stato pubblicato il 31 Agosto 2014
Nel 2026, il diritto allo studio in Italia sembra aver imboccato un bivio pericoloso. Se…
Studiare senza l’incubo delle tasse o delle spese di mantenimento da oggi è più semplice.…
Il 2026 si apre con una finestra di opportunità significativa per chi intende intraprendere la…
Organizzare un viaggio quando uno dei passeggeri utilizza una sedia a rotelle richiede un po’…
Se fino a pochi anni fa il mantra era "specializzati in una cosa sola e…
Il mito dello studente alimentato a caffè e sigarette appartiene ormai al passato. Oggi, nelle…
Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione di terze parti per la gestione pubblicitaria. Puoi esprimere le tue preferenze sui singoli programmi pubblicitari cliccando su "maggiori informazioni". Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookie.
Privacy Policy