Categorie: Student Lifestyle

Attacco di panico da WhatsApp: studenti le vittime più colpite

L’attacco di panico da WhatsApp ha diverse modalità di manifestazione e condizionamento della sua vittima.

Tutti vi chiederete di cosa stiamo parlando, beh vi è mai capitato di sentire quello strano stano d’animo che si inizia a creare quando la chat di WhatsApp non invia il fatidico messaggio (giusto giusto proprio quel messaggio) e accanto compare quel piccolo orologio?! Se vi è capitato, allora siete stati vittime di WhatsApp!

Anche Katy Perry ha ambientato il prevideo di ‘Roar’ in una chat di gruppo di WhatsApp! Dunque è un must?! Ciò che ormai è  ben chiaro a tutti è che, quella di WhatsApp è una moda che spopola a livello mondiale, e basta un piccolo problema del server per creare una crisi di panico mista a stress del popolo dei social network! In tali ‘tragiche’ occasioni si leggono comunicati del genere: “Al momento non abbiamo alcuna informazione in merito alla questione e tanto meno conosciamo le cause del problema. Il team di WhatsApp non ha rilasciato alcuna dichiarazione sui propri canali informativi (Facebook e Twitter) e noi pensiamo che si tratti solo di un problema tecnico momentaneo. Quindi niente panico o lamentele inutili, il servizio verrà ripristinato non appena i problemi tecnici saranno risolti

Momento, momento, momentoooo!!! Ma a voi tutto questo sembra normale? Come si stava prima che questa app venisse creata e scaricata sui nostri smartphone? Sicuramente non si stava continuamente a spulciare l’ultima visita della persona interessata: “è online”, “è offline”, “perché non mi risponde se ha visto il messaggio o  il telefono da solo tramite poteri sconosciuti ha aperto il messaggio?!” ecc… ecc… Come diceva Mika “Relax! Take it easy!”, ogni tanto abbandonate il vostro smartphone o tablet e concentratevi sulla vita reale, senza inutili attacchi di panico! Può sembrare inutile o ripetitivo, ma quella che può sembrare una caricatura del popolo ‘whatsappiano’, un domani potrebbe diventare un vero e proprio problema! E se arrivasse un competitors, tipoHangouts o We Chat? 

 

Questo post è stato pubblicato il 11 Novembre 2014

Fiorella Manciagli

Fiorella Manciagli laureanda in Giurisprudenza a Catania, appassionata di attualità e politica. Rubrica: Eccellenze Made in UNICT.

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