
Resteranno, infatti, intatte nell’area espositiva soltanto il Padiglione Zero, Palazzo Italia, l’Albero della Vita, Cascina Triulza e l’Open Air Theatre, mentre gli spazi dei singoli Paesi, delle aziende e delle Ong seguiranno i propri diversi destini. A cominciare da quelli che saranno venduti (un’asta assegnera’ quelli di Belgio e Brasile, rete compresa), fino a quelli che verranno demoliti (Corea, Spagna, Uruguay, Thailandia, Germania, Qatar, Corea) o i cui materiali finiranno sul mercato (Nepal, Argentina, Colombia, Ecuador e Giappone). In mezzo, una serie di idee che hanno nel riuso il minimo comun denominatore. Torneranno allora in patria i padiglioni di Cile, Angola, Barhain (diventera’ un giardino botanico), Azerbaijan (sara’ un museo di arte contemporanea a Baku), Regno Unito, Estonia e le torri della Svizzera. Quello degli Emirati andra’ a Masdar City, mentre la Repubblica Ceca donera’ il suo alla citta’ di Vizovice e i conteiner del Principato di Monaco saranno la sede della Croce Rossa in Burkina Faso.
L’Austriadovra’ espiantare le sue 12milapiante, 54 dellequalialtefino a 16 metri che sarannoripiantumate in un’areavicino Bolzano; sulfronte corporate lospazio della Coca Cola diventera’ un campo da basket a Milano, Kinder+Sport sara’ trasferito in Africa sottoforma di auledidattiche e un’infermeria, l’Ovssara’ asilonegliuffici di Mestre per idipendenti del gruppo Coin. Infine, la struttua di Save the Children andra’ a una scuola in Libano, mentre il Children park dovrebbeesseretrasferito in un parco di Milano. Il commissariounico di Expo, Giuseppe Sala, ha piu’ volte spiegato di volerrenderequestafase di smantellamento la piu’ rapida e efficientepossibile, in modo da consegnareiterrenivuoti a Arexpo – la societa’ pubblica che ne e’ proprietaria – anche prima rispetto al termineprevisto che e’ a maggio 2016. Intanto, a primaveradovrebberoriprenderel’attivita’ l’Albero della Vita, Palazzo Italia e il Padiglione Zero, mentreCascinaTriulza ha gia’ annunciato che non si fermera’ divulgando il programmadelleiniziative di novembre. Quanto al futuro del sito, l’unicacertezza e’ il vincolodell’area a verde (54%), anche se l’ipotesipiu’ accreditata e’ che vi vengarealizzato un campus universitario dove l’Universita’ Statale di Milano dovrebbetrasferirealcune sue facolta’, affiancato da una cittadella della ricerca e l’innovazionecosi’ come suggerito da Assolombarda. Sulfronte di quanti, invece, hannotrovatolavoro tra ipadiglioni in questimesi, il ministro Giuliano Poletti ha gia’ avuto modo di sottolineare che non esistonoautomatismi per ulteriorireclutamenti, che l’esperienza di per se’ sara’ motivo di ausilionellaricerca di nuoviimpieghi e che comunquec’e’ l’impegno, insiemeallaRegione, per applicare a questaforzalavoroglistrumentiesistenti per supportarlanelreinserimentonelmercato. (AGI) .
Questo post è stato pubblicato il 31 Ottobre 2015
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