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Cosa fare dopo la laurea in ingegneria: abilitazione, iscrizione all’albo e formazione continua

Scegliere una facoltà di ingegneria, portare a termine gli studi, discutere la tesi e conseguire la tanto agognata laurea è un traguardo a cui molti ambiscono. Tuttavia, quella che potrebbe sembrare una meta di arrivo, non è altro che una delle tappe iniziali di un percorso formativo molto più lungo. Potersi dire Dottore o Dottore Magistrale in Ingegneria non è esattamente la stessa cosa di conseguire il titolo professionale di Ingegnere. Se quest’ultimo titolo è quello a cui ambisci, hai trovato l’articolo che fa per te. Supportati dagli esperti dell’ente di formazione professionale Pedago.it, ti spiegheremo, passo dopo passo, cosa fare dopo la laurea per esercitare la professione,

1 – Sostenere l’esame di Abilitazione

Per diventare un vero e proprio ingegnere bisognerà ottenere l’abilitazione alla professione che si ottiene sostenendo e superando un esame di stato sostenuto presso le Università.

Per potersi iscrivere all’esame bisognerà presentare domanda di ammissione presso la segreteria universitaria indicando i propri dati anagrafici ed allegando i seguenti documenti:

  • Titolo di Studio;
  • Ricevuta dell’avvenuto pagamento della tassa di ammissione agli esami;

Per l’abilitazione sono previste due sessioni d’esame, di solito nei mesi di giugno e novembre, ma inoltre, in base al tipo di laurea conseguita, sono previste date modalità diverse.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, infatti, si divide in due sezioni in base al titolo, di conseguenza si avranno:

  • Sessioni d’esame per l’iscrizione alla Sezione A, per chi ha il titolo di Laurea Specialistica;
  • Sessioni d’esame per l’iscrizione alla Sezione B, per chi ha il titolo di Laurea triennale;

L’esame si articola nelle seguenti prove:

  • Due prove scritte relative alle materie caratterizzanti il settore per cui ci si intende iscriversi;
  • Una prova orale relativa alle materie delle prove scritte e a legislazione e deontologia professionale;
  • Una prova pratica che verterà sulla progettazione nelle materie caratterizzanti la classe di laurea e il settore per cui ci si intende iscriversi;

2 – Iscriversi all’Albo degli Ingegneri

Dopo il DPR 328 del 5 giugno 2001, come anticipato in precedenza, nell’albo professionale degli ingegneri sono state istituite due, la Sezione A e la Sezione B, ciascuna delle quali ripartita a sua volta in:

  • Settore Civile e ambientale;
  • Settore Industriale;
  • Settore dell’Informazione.

Bisognerà scegliere bene a quale settore iscriversi perché la scelta sarà vincolante, ciò vuol dire che un ingegnere iscritto nel Settore Industriale non potrà esercitare le competenze attribuite esclusivamente agli ingegneri iscritti nel Settore Civile e Ambientale.

In ogni caso, ciò non toglie la possibilità di iscriversi in più settori della stessa sezione superando altrettanti Esami di Stato.

Ma veniamo al punto, una volta superato l’esame bisognerà presentare alla Presidenza dell’Ordine Provinciale di riferimento una domanda che dovrà essere redatta in carta da bollo e contenere la seguente documentazione in allegato:

  • dichiarazione sostitutiva di certificazioni;
  • ricevuta di versamento per la tassa di concessione governativa;
  • ricevuta di versamento del contributo d’iscrizione;
  • fotocopie del codice fiscale e del documento di riconoscimento;

3 – Formazione Continua per Ingegneri

Dal 2012, con l’entrata in vigore del D.P.R. n° 137, per gli ordini professionali è stato introdotto l’obbligo di formazione continua. Il Decreto sancisce l’obbligo per tutti gli iscritti agli albi di “di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale”. Il metro con cui si misura la formazione e l’aggiornamento continuo di un professionista sono i CFP, Crediti Formativi Professionali.

Il meccanismo di attribuzione dei CFP non è molto diverso da quello dei Crediti Formativi Universitari.

  • I CFU vengono attribuiti dalle Università a fronte di esami sostenuti o allo svolgimento di attività accademiche;
  • I CFP vengono attribuiti dagli organi professionali o da enti di formazione accreditati presso gli ordini;

Ogni ordine, poi, ha emanato un proprio regolamento, stabilendo modalità e criteri di attribuzione.

Per quanto riguarda il regolamento per la formazione degli ingegneri, le cose importanti da ricordare sono le seguenti:

  1. Gli iscritti all’albo devono accumulare almeno 30 CFP per poter continuare ad esercitare la professione;
  2. Ogni anno sarà possibile accumulare al massimo 120 CFP;
  3. Al termine di ogni anno solare verranno sottratti 30 CFP a ciascun iscritto;
  4. Ad ogni ora di attività formativa riconosciuta dall’ordine corrisponde 1 CFP;

Nello specifico, le modalità di apprendimento e formazione previste abbiamo:

  1. Apprendimento Non Formale
    ovvero attività finalizzate al riconoscimento di cfp organizzate da CNI, Provider, Ordini Territoriali come corsi, seminari, convegni, conferenze, dimostrazioni tecniche, stage formativi;
  2. Apprendimento Informale
    ovvero attività soggette ad autocertificazione come pubblicazioni qualificate, brevetti, certificazioni di competenze, partecipazioni a organismi lavorativi riconosciuti dal CNI;
  3. Apprendimento Formale
    ovvero attività riconosciute dal CNI come Master universitari, dottorati di ricerca, insegnamenti universitari;

Allo stato attuale, i corsi organizzati o riconosciuti dagli ordini professionali rimangono tra le attività formative più scelte per il conseguimento di CFP, specie se svolti in modalità innovative, come ad esempio i corsi online in modalità e-learning che permettono di modellare il programma di studi alle esigenze del professionista, senza vincoli di spazio e tempo e di conseguire i CFP in modo più facile e veloce.

A questo punto, bisogna elencare quali sono gli ambiti e le discipline valide per l’aggiornamento professionale. Potete farvi un’idea di quali siano le tematiche principali guardando i corsi online per ingegneri del catalogo formativo di Pedago.

Come potete vedere, si tratta di argomenti che spaziano dalla progettazione, alla gestione dell’energia, all’utilizzo di determinati software di programmazione, tutte discipline afferenti all’ordine che rispecchiano la volontà del Consiglio Nazionale degli Ingegneri di promuovere l’innovazione e la valorizzazione delle competenze certificate, tramite un modello formativo proattivo e in continua espansione.

Per maggiori informazioni sul regolamento vi consigliamo di leggere le Linee di indirizzo per l’aggiornamento professionale pubblicate dal CNI nel 2018.

 

 

 

Questo post è stato pubblicato il 23 Novembre 2020

Redazione

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