
Scrollare TikTok per ore è la normalità. Ma un numero crescente di universitari sta scoprendo il brivido di disconnettersi. E i risultati sono sorprendenti.
Ti è mai capitato di voler studiare e ritrovarti, mezz’ora dopo, a guardare video di gatti ballerini? Non sei solo. La Gen Z è cresciuta con lo smartphone in mano, ma ora molti iniziano a sentire il peso di questa connessione costante. E così, quella che una volta era la norma – non avere il telefono – sta diventando la “nuova trasgressione”.
Non parliamo di eremiti digitali, ma di ragazzi che, stanchi della costante distrazione e della FOMO (Fear Of Missing Out), hanno deciso di riprendere il controllo del proprio tempo. E per molti, il primo passo è stato limitare o eliminare app come TikTok.
“Mi sentivo sempre sotto pressione,” racconta Giulia, 22 anni, studentessa di Scienze Politiche. “Ogni notifica era una micro-interruzione. Ho provato a disinstallare TikTok per una settimana e la differenza è stata enorme. È come se avessi ritrovato la mia testa.”
Abbiamo parlato con alcuni universitari che hanno intrapreso questo percorso. Ecco le loro motivazioni e i benefici che hanno riscontrato:
“Prima ogni sessione di studio era interrotta da almeno 5-6 controlli al telefono,” dice Marco, 23 anni, studente di Ingegneria. “Ora, senza TikTok e con le notifiche disattivate, riesco a stare concentrato per blocchi di un’ora e mezza. I miei voti ne hanno beneficiato tantissimo.”
“Passavo le serate a scrollare, anche a letto,” rivela Sofia, 21 anni, studentessa di Lettere Moderne. “Il mio sonno era frammentato. Da quando ho messo il telefono in un’altra stanza dopo le 21:00, dormo molto meglio e mi sveglio riposata.”
Luca, 24 anni, iscritto a Economia, ha riscoperto la lettura e la chitarra. “Mi lamentavo sempre di non avere tempo, ma la verità è che lo buttavo via. Ho iniziato anche a uscire di più con gli amici, senza l’ansia di dover filmare tutto per le stories.”
“Vedere continuamente la vita ‘perfetta’ degli altri mi creava ansia,” ammette Chiara, 20 anni, studentessa di Psicologia. “Senza quel bombardamento visivo, mi sento più libera di essere me stessa e di non inseguire standard irrealistici.”
Spegnere il telefono, limitare i social o fare un “digital detox” non è un atto di debolezza tecnologica, ma di forza personale. È un modo per riaffermare il controllo sulla propria attenzione, sul proprio tempo e, in ultima analisi, sulla propria salute mentale.
In un mondo in cui l’online è la norma, scegliere il “no” al costante bombardamento digitale è diventato il vero gesto ribelle.
E tu, hai il coraggio di spegnere lo smartphone?
Questo post è stato pubblicato il 4 Febbraio 2026
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