
La laurea è il passpartout per il futuro, ma per quale futuro, esattamente? Molti degli “specialisti” e “manager” che faranno la fortuna delle aziende nel prossimo decennio stanno studiando per professioni che, al momento, sono poco più di un’intuizione. Dimentica il classico percorso: le competenze che contano ora sono quelle che anticipano il domani.
Negli atenei italiani si dibatte molto su come preparare i giovani a un mercato del lavoro così fluido. Se l’università ha sempre fornito una base solida, oggi deve anche essere una palestra per l’adattabilità. Il “saper fare” è importante, ma il “saper imparare” è la vera moneta di scambio.
“Non si tratta più di avere una singola specializzazione, ma di essere ‘multi-potenziali’, capaci di combinare diverse discipline,” spiega un orientatore universitario. “Il tuo corso di laurea è solo il punto di partenza.”
Con l’arrivo dei computer quantistici, la crittografia attuale diventerà obsoleta. Serviranno esperti in grado di sviluppare e implementare nuovi protocolli di sicurezza inattaccabili.
Cosa studiare: Ingegneria Informatica, Matematica, Fisica con specializzazione in crittografia o computazione quantistica.
Non parliamo solo di videogiochi. L’AR/MR sarà integrata nella medicina, nell’architettura, nella formazione. Chi progetterà queste esperienze immersive avrà un ruolo chiave.
Cosa studiare: Design Digitale, Ingegneria Informatica (con focus su grafica 3D e interfacce utente), Psicologia Cognitiva.
Ogni azienda avrà bisogno di ottimizzare i consumi e ridurre l’impatto ambientale. Questo ruolo va oltre l’energia rinnovabile, includendo l’efficienza dei sistemi, l’economia circolare e la gestione dei rifiuti tecnologici.
Cosa studiare: Ingegneria Energetica, Ingegneria Ambientale, Economia Circolare.
I droni non sono solo giocattoli. Saranno i corrieri del futuro, gli occhi dell’agricoltura di precisione e i guardiani delle infrastrutture. Chi li saprà pilotare, programmare e riparare avrà le mani in pasta.
Cosa studiare: Ingegneria Aerospaziale, Meccatronica, Automazione, con certificazioni specifiche per droni.
Sviluppare intelligenze artificiali non è solo codice, ma anche etica. Questi professionisti si assicureranno che gli algoritmi siano imparziali, trasparenti e rispettosi della privacy.
Cosa studiare: Informatica, Filosofia, Giurisprudenza, Scienza dei Dati (con specializzazione in etica e governance dell’IA).
Non c’è una “ricetta” unica, ma un filo conduttore: la capacità di aggiornarsi, di pensare in modo interdisciplinare e di non aver paura di esplorare territori sconosciuti. Il lavoro del 2030 non esiste ancora, ma tu puoi iniziare a costruirlo oggi.
Questo post è stato pubblicato il 4 Febbraio 2026
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