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La matematica applicata ai giochi d’azzardo

“All’ultimo anno del MIT entrai in quella squadra e imparai un nuovo mestiere: andai a Las Vegas diciassette volte per esercitarlo. Vinsi centinaia di migliaia di dollari col conteggio delle carte, il denaro che in seguito mi venne rubato, due volte. Che gliene pare come esperienza di vita professore?”

E’ una delle frasi pronunciate da Ben Campbell, il protagonista di “21”.

Il film racconta le gesta, ovviamente in maniera molto romanzata, di un gruppo di studenti universitari americani che impiegano le loro capacità matematiche per sbancare legalmente i tavoli di blackjack, il nostro 21 per l’appunto, nei casinò del Nevada.

Una pellicola che ha preso spunto da fatti realmente accaduti e che trovano cittadinanza anche in una pagina dell’enciclopedia online più famosa al mondo.

Senza ombra di dubbio, applicare metodi matematici ai giochi d’azzardo, soprattutto quelli con le carte, non è affare semplice, né alla portata di tutti. Servono doti naturali e una certa applicazione. Ciò nonostante dando uno sguardo nelle biblioteche virtuali scopriamo numerosi volumi dedicati a questo tema, anche se la maggior parte risultano scritti in lingua inglese.

Inoltre, chi volesse mettersi alla prova, può farlo anche restando comodamente seduto sulla poltrona di casa propria, davanti al personal computer o con lo smartphone fra le dita. E’ da dieci anni, infatti, che anche in Italia è possibile giocare in Rete puntando moneta reale. Come per esempio avviene su Casinò online NetBet che mette a disposizione dei suoi utenti anche dei tavoli in modalità live visibili tramite webcam.

Gli ultimi dati del settore raccontano che in Italia, fra gennaio e settembre 2018, le sale da gioco in Rete hanno fatto registrare una spesa (vale a dire la cifra che resta in loro possesso dopo la redistribuzione delle vincite ai giocatori) pari a 517,5 milioni di euro, con una crescita del 26,7% rispetto allo stesso arco temporale del 2017 (fonte: Agimeg).

Non solo.

Stando all’Osservatorio sul Gioco Online del Politecnico di Milano, ateneo che il World University Rankings by Subject piazza fra le posizioni di vertice a livello mondiale, lo scorso anno la spesa nell’azzardo in Rete ha toccato quota 1,38 miliardi di euro. I casinò games hanno contribuito per il 41%, con una cifra pari a 569 milioni di euro. Mentre il più conosciuto gioco di carte, il poker, nelle sue versioni cash e torneo assieme, s’è ritagliato una fetta pari al 10% dell’intera torta, con un peso di 144 milioni di euro.

E pensare che solo venti anni fa, nel gennaio del 1998, quando apriva i battenti la prima internet poker room gran parte dei giocatori si dichiararono scettici sulle sue possibilità di successo. Una previsione che col trascorrere degli anni s’è rivelata sbagliata. Salvo che non fosse tutto un bluff…

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