Studiare senza l’incubo delle tasse o delle spese di mantenimento da oggi è più semplice. È entrata ufficialmente in vigore la riforma del prestito d’onore, una svolta epocale per il sistema universitario italiano che abbatte le barriere economiche d’accesso all’istruzione superiore.
La novità principale? L’ISEE sparisce dai requisiti. Il nuovo modello sposta il focus dalle tasche dei genitori alla carriera dello studente, trasformando il finanziamento in un vero e proprio investimento sul talento.
Cosa cambia con la nuova riforma?
Fino a ieri, il sistema dei prestiti studenteschi era spesso vincolato a soglie di reddito stringenti, lasciando in una “terra di nessuno” molti studenti appartenenti alla classe media. La riforma ribalta il paradigma:
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Nessun limite ISEE: non importa il reddito familiare; il prestito è accessibile a tutti i meritevoli.
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Lo Stato come Garante: grazie all’intervento di Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), lo Stato si fa garante del finanziamento. Questo significa che non sono necessarie garanzie reali o la firma di un genitore (fideiussione).
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Importi più alti: è possibile richiedere fino a un massimo di 50.000 euro per coprire non solo le tasse, ma anche l’affitto, i libri e le spese vive.
Il Merito come unico passaporto
Il nuovo sistema si basa esclusivamente sul rendimento accademico. Per accedere ai fondi, lo studente deve dimostrare di essere in regola con gli esami e i crediti formativi (CFU).
I requisiti principali:
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Iscrizione: Essere regolarmente iscritti a un corso di laurea (triennale, magistrale o a ciclo unico) o a un master post-laurea.
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Performance: Aver conseguito un numero minimo di CFU stabilito dalle convenzioni bancarie e mantenere una media voti costante.
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Età: Generalmente il limite è fissato tra i 18 e i 35 anni.
Come funziona la restituzione: il “periodo di grazia”
Una delle caratteristiche più interessanti di questa riforma è la flessibilità nel rimborso. Lo Stato ha previsto un periodo di grazia (solitamente di 2 anni) dopo il conseguimento del titolo.
Nota bene: inizierai a restituire il prestito solo quando avrai avuto il tempo di inserirti nel mondo del lavoro. Le rate sono a tasso agevolato, rendendo il debito sostenibile nel lungo periodo.
Come richiedere il finanziamento
Le banche convenzionate che aderiscono al fondo di garanzia Consap stanno progressivamente aggiornando i propri portali. La procedura è semplificata:
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Si verifica il possesso dei requisiti di merito sul sito dell’ateneo o di Consap.
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Si inoltra la domanda online tramite l’istituto di credito scelto.
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Ottenuta l’approvazione, l’erogazione avviene spesso a “tranches” semestrali, subordinate al superamento degli esami.
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Banche e Istituti Aderenti
Al momento, il sistema si appoggia principalmente al fondo “Fondo per lo studio” gestito da Consap. Le principali banche che hanno già recepito la normativa e offrono prodotti specifici (spesso denominati “Prestito con Lode” o “Per Merito”) sono:
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Intesa Sanpaolo: Con il prodotto “per Merito”, è stata tra le prime a slegarsi dall’ISEE.
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UniCredit: Offre soluzioni specifiche per studenti universitari con piani di rimborso molto lunghi.
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BPER Banca e Monte dei Paschi: Hanno attive convenzioni con diversi atenei italiani.
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Banche di Credito Cooperativo (BCC): Spesso offrono condizioni vantaggiose per gli studenti residenti nel territorio.
📊 Esempio Pratico: Quanto costa davvero?
Immaginiamo di richiedere 20.000€ per un corso di laurea magistrale:
Fase Durata Cosa succede Erogazione 2 anni Ricevi le tranche (es. 5.000€ a semestre) se superi gli esami. Periodo di Grazia 2 anni Ti laurei e cerchi lavoro. Non paghi nulla. Rimborso Fino a 15-30 anni Paghi una rata mensile a tasso agevolato (spesso fisso) -
Perché è una svolta per gli studenti secondo la redazione di LiveUniversity?
Questa riforma permette finalmente di scegliere il percorso di studi basandosi sulle proprie aspirazioni e non sulle disponibilità finanziarie del momento. Che si tratti di un Master all’estero o di una facoltà d’eccellenza lontano da casa, il merito torna a essere l’unico motore dell’ascensore sociale.













