Categorie: Studenti

Studiare lontano da casa: un lusso per pochi? La mappa dei costi tra borse di studio e affitti record

Nel 2026, il diritto allo studio in Italia sembra aver imboccato un bivio pericoloso. Se da un lato il Ministero ha adeguato le soglie ISEE per includere una platea più vasta, dall’altro l’inflazione immobiliare e le recenti riforme fiscali stanno erodendo il potere d’acquisto dei giovani talenti, trasformando l’università fuori sede in un privilegio per famiglie ad alto reddito.

1. La forbice dell’ISEE: €27.948 bastano davvero?

Per l’anno accademico 2025/2026 e confermato per il 2026, la soglia massima ISEE per accedere alle borse di studio è stata fissata a €27.948,60. Sebbene l’importo massimo della borsa per un fuori sede sia salito a circa €7.072, il confronto con la realtà urbana è impietoso.

Città Costo medio stanza singola (mensile) Spesa annua solo affitto (11 mesi) Borsa di Studio (Max) “Gap” da coprire
Milano €650 – €750 ~€7.700 €7.072 -€628
Bologna €550 – €600 ~€6.300 €7.072 +€772
Roma €500 – €650 ~€6.300 €7.072 +€772

Il paradosso: A Milano, la borsa di studio non copre nemmeno l’affitto, lasciando fuori vitto, trasporti e materiale didattico. A Bologna e Roma, il margine residuo (circa €70 al mese) è del tutto insufficiente a garantire una vita dignitosa senza il supporto familiare.

2. La “stangata” di Giugno 2025: addio esenzione IRPEF

Una delle novità più amare per la ricerca italiana è scattata il 7 giugno 2025. Una riforma tecnica ha eliminato l’esenzione IRPEF per le borse di ricerca post-laurea (le cosiddette “borse di addestramento alla ricerca”).

  • Cosa cambia: Queste somme, prima percepite nette, sono ora considerate reddito assimilato a lavoro dipendente.

  • L’impatto: Su una borsa tipica da €15.000 annui, il giovane ricercatore si trova a pagare un’aliquota del 23%, parzialmente mitigata dalle detrazioni, con una perdita netta che può superare i €1.500 l’anno.

  • Chi si salva: Restano esenti solo i dottorati di ricerca, le borse per il diritto allo studio (DSU) e le borse Erasmus+.

Nota: Questa misura penalizza chi è in quella “terra di mezzo” tra la laurea e il dottorato, spesso costretto a lavorare in città costose con compensi già al limite della sussistenza.


3. Student-Housing: pubblico vs privato

L’obiettivo PNRR di raggiungere 100.000 posti letto entro il 2026 è in piena corsa, ma la natura di questi alloggi accende il dibattito.

Il Modello Pubblico (Residenze DSU)

Gestito dagli enti regionali, garantisce posti letto a prezzi calmierati (spesso gratuiti per gli idonei). Tuttavia, la domanda supera l’offerta di un fattore di 1 a 10. Nel 2026, le lunghe liste d’attesa spingono migliaia di studenti verso il mercato libero.

Il Modello Privato (Luxury Housing)

Il mercato è dominato da grandi player internazionali che offrono strutture moderne con palestra e coworking. Il problema? I prezzi. Una stanza in queste strutture a Milano o Firenze può costare tra i €900 e i €1.200 al mese. Anche quando queste strutture riservano quote a “prezzi convenzionati” per rispettare i vincoli PNRR, le tariffe restano spesso superiori ai €400, una cifra comunque proibitiva per chi ha un ISEE vicino alla soglia di povertà.

Focus principali città universitarie italiane

Città Affitto Medio Singola Borsa di Studio Max (Fuori Sede) Bilancio Mensile Residuo* Quartiere “Budget”
Milano €730 – €750 ~€642/mese -€108 Lambrate / Bovisa
Bologna €600 – €650 ~€642/mese +€17 Bolognina / San Donato
Roma €580 – €620 ~€642/mese +€42 Tiburtina / Ostiense
Catania €260 – €300 ~€642/mese +€362 Cittadella / Centro

*Il bilancio calcola la borsa di studio annua (€7.072) divisa per 11 mesi, al netto del solo affitto.


Analisi per Città

1. Milano: la città proibitiva

Milano si conferma la maglia nera. Anche con la borsa di studio massima, uno studente deve aggiungere di tasca propria circa €100 al mese solo per dormire.

  • Zone Critiche: nei quartieri storici come Porta Romana o Città Studi, i prezzi possono toccare i €850-€900.

  • La sfida 2026: il Villaggio Olimpico è stato inaugurato, ma i nuovi posti letto PNRR sono in gran parte gestiti da privati con canoni “agevolati” che comunque superano i €450.

2. Bologna: emergenza abitativa cronica

Nonostante i prezzi siano leggermente inferiori a Milano, Bologna soffre di una scarsità cronica di offerta.

  • Il dato: molti studenti sono costretti a cercare nei comuni della cintura (Casalecchio, San Lazzaro) a causa della saturazione del centro storico e della zona San Donato.

  • Trend: la borsa di studio qui copre a malapena l’affitto, lasciando lo studente senza fondi per i pasti o i libri.

3. Roma: la giungla dei trasporti

A Roma il costo è elevato, ma la vera variabile è il tempo.

  • Strategia: gli studenti scelgono quartieri come Tiburtina o San Paolo per la vicinanza alle sedi Sapienza e Roma Tre, ma i rincari del 2025 (+4.5%) hanno portato le singole dignose sopra i €600.

  • Il rischio: molti accettano stanze “low cost” in zone molto distanti, spendendo però il risparmio in trasporti e tempo.

4. Catania: l’eccezione felice

Catania resta una delle mete più accessibili d’Italia.

  • Vantaggio: con una borsa di studio DSU, uno studente a Catania può coprire l’affitto e avere ancora circa €360 al mese per vivere.

  • Mercato:la zona della Cittadella Universitaria offre soluzioni ottime sotto i €300, rendendo l’Ateneo catanese una scelta strategica per chi vuole studiare senza pesare sulla famiglia.

Questo post è stato pubblicato il 15 Febbraio 2026

Redazione

Articoli scritti dalla Redazione.

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