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Colloquio di lavoro: come rispondere alla temibile domanda “Mi parli di lei”

La scena è sempre la stessa. Hai superato lo sbarramento del CV, ti sei vestito in modo decente (almeno dalla cintola in su se il colloquio è su Teams) e hai ripassato la storia dell’azienda. Sei pronto a tutto: domande tecniche, case studies, persino indovinelli di logica. Poi, il selezionatore si siede, sorride e sgancia la bomba:

“Bene, iniziamo. Mi parli un po’ di lei.”

Panico. Nella tua testa si affollano vent’anni di ricordi: dalla recita dell’asilo alla media del voto di maturità, fino a quella volta che hai quasi preso 30 in Diritto Privato. Da dove si comincia? E soprattutto, cosa vogliono sentirsi dire davvero?

Niente paura. La domanda più aperta (e temuta) del mondo dei colloqui non è una trappola, ma una gigantesca opportunità per indirizzare la conversazione dove decidi tu. Ecco la guida pratica per non fare scena muta e fare subito un’ottima impressione.

L’errore fatale: l’effetto “Audiolibro del CV”

La prima cosa da capire è cosa non fare. Il selezionatore ha già il tuo curriculum davanti. Ripetere a memoria l’elenco cronologico delle tue esperienze (“Nel 2022 ho fatto questo, nel 2023 quest’altro…”) è il modo più rapido per far calare la palpebra a chi hai di fronte.

Non vogliono il riassunto delle puntate precedenti; vogliono capire chi sei oggi e perché sei la persona giusta per quel posto.

La formula magica: Presente – Passato – Futuro

Per evitare di improvvisare e iniziare a vaneggiare, usa questa struttura in tre passaggi. È una sequenza logica che funziona sempre, dura circa 2 minuti e ti assicura di dire tutto ciò che conta.

1. Il Presente (Chi sei ora)

Inizia con un’istantanea di dove ti trovi oggi a livello accademico o professionale.

  • Esempio: “Sono un neolaureato in Economia e Management alla triennale, e nelle ultime settimane mi sono concentrato sullo sviluppo di competenze pratiche nel digital marketing, in particolare sulla gestione delle campagne Adv.”

2. Il Passato (Il tuo trampolino)

Collega il presente a un paio di traguardi o esperienze chiave. Non devi dire tutto: scegli la tua vittoria più grande o l’esperienza che ti ha formato di più (un progetto di gruppo universitario, un Erasmus, uno stage, o anche un lavoro estivo che ti ha insegnato a gestire lo stress).

  • Esempio: “Durante l’università ho coordinato un team di 5 persone per un project work aziendale in collaborazione con un brand locale. Lì ho capito quanto mi piaccia analizzare i dati per ottimizzare i budget, un’esperienza che ha confermato la mia passione per questo settore.”

3. Il Futuro (Perché sei qui)

Chiudi il cerchio spiegando perché quella specifica azienda è il passo successivo perfetto per te.

  • Esempio: “Ora che ho concluso il percorso di studi, voglio mettere le mani in pasta in una realtà dinamica e strutturata come la vostra, dove so che l’approccio basato sui dati è fondamentale. Penso che questo ruolo sia il punto d’incontro perfetto tra quello che so fare e ciò che voglio imparare.”

3 trick psicologici per fare centro

  • Trova il tuo “Filo Rosso”: se hai studiato Lettere ma ti candidi per le Risorse Umane, giustifica il salto. Il filo rosso potrebbe essere la tua passione per la comprensione delle persone e la comunicazione. Dai un senso coerente alla tua storia.

  • Parla di risultati, non solo di doveri: invece di dire “Mi occupavo della pagina Instagram del festival universitario”, dì “Ho gestito i contenuti social del festival, registrando un +20% di interazioni rispetto all’anno precedente”. I numeri restano impressi.

  • Controlla il linguaggio del corpo: se il colloquio è online, guarda la telecamera e non il tuo quadratino sullo schermo. Sorridi (senza sembrare un meme) e usa le mani per dare ritmo al discorso. L’energia conta quanto le parole.

🚀 Ora tocca a te!

Il segreto per sconfiggere l’ansia da “foglietto bianco” è uno solo: scriviti la risposta a casa e digitala ad alta voce davanti allo specchio o registrandoti con lo smartphone. Non devi impararla a memoria come una poesia, ma devi sentirti sicuro del flusso.

La prossima volta che ti diranno “Mi parli di lei”, fai un bel respiro, sorridi e inizia a raccontare la tua storia migliore.

Questo post è stato pubblicato il 16 Giugno 2026

Redazione

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