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Dietro le quinte dei gruppi Telegram universitari: il libretto degli esami diventa un’arma di ricatto

Nati quasi sempre con l’innocente pretesto del mutuo aiuto tra studenti, i canali e i gruppi Telegram dedicati al superamento degli esami universitari si stanno trasformando in una delle trappole più pericolose della rete. Dietro la promessa di “consigli sui quiz” o “condivisione di risposte in tempo reale” durante i test si nasconde infatti un mercato nero gestito da amministratori anonimi, dove la moneta di scambio reale non sono i voti, ma l’estorsione e il rischio penale.

Il mito dell’anonimato e la trappola del badge

Il primo errore commesso da molti universitari è credere che Telegram sia una fortezza impenetrabile e totalmente anonima. Per accedere ai gruppi più “esclusivi” — quelli in cui vengono diffuse le soluzioni dei test a crocette o le tracce d’esame in tempo reale — gli amministratori utilizzano una scusa apparentemente logica: “Dobbiamo verificare che tu sia uno studente vero e non un professore infiltrato”.

Viene così richiesto di inviare un “modulo di verifica” che comprende:

  • Una foto del proprio badge universitario o del libretto.

  • Il numero di matricola e il corso di laurea.

  • Spesso, un selfie con il proprio documento d’identità ben visibile.

Nel momento esatto in cui lo studente invia questi dati, cede ai gestori del canale l’arma perfetta per un futuro ricatto. Anche se l’account Telegram usa un nickname di fantasia, l’identità reale è ormai compromessa.

Dal “copia e incolla” all’estorsione: lo schema del ricatto

Il vero pericolo si manifesta spesso a distanza di mesi, o persino di anni, quando l’esame è ormai superato e verbalizzato. È lo schema del dossieraggio e della successiva estorsione (blackmail).

I gestori della chat (o malintenzionati che sono riusciti a violarla e a scaricarne lo storico) contattano lo studente in privato. La minaccia è diretta e non lascia spazio a interpretazioni: o si paga una determinata cifra (spesso richiesta in criptovalute o buoni digitali non tracciabili) o tutto il materiale compromettente verrà inviato alla segreteria della facoltà, al Rettore e alla Procura della Repubblica.

Gli screenshot inviati come minaccia sono inequivocabili: mostrano la foto del documento dello studente associata ai messaggi inviati durante l’orario esatto della sessione d’esame, contenenti richieste di aiuto o foto della prova d’esame scattate di nascosto. Di fronte alla prospettiva di vedere la propria carriera accademica distrutta, molte vittime cedono al pagamento, entrando in un loop da cui è difficilissimo uscire.

Cosa si rischia davvero? Le conseguenze legali e accademiche

Pensare che copiare un esame sia solo una “bravata” punibile con un brutto voto o un salto d’appello è un grave errore di valutazione giuridica. In Italia le conseguenze sono severe:

  • Il reato penale (Legge n. 475/1925): presentare come proprio un lavoro, un test o un elaborato interamente o parzialmente eseguito da altri configura un reato penale punibile con la reclusione da 3 mesi a 1 anno. Se l’esame viene superato e registrato, la pena minima sale a 6 mesi per truffa e falso.

  • Revoca del titolo di studio: se l’ateneo accerta l’avvenuta frode, anche a distanza di anni dalla laurea, ha il potere e l’obbligo di annullare gli esami contestati e revocare legalmente il titolo di dottore.

  • La fedina penale macchiata: una condanna di questo tipo sbarra definitivamente la strada all’accesso ai concorsi pubblici, alle carriere nelle forze dell’ordine e all’iscrizione a qualsiasi albo professionale (Avvocati, Medici, Commercialisti, Ingegneri).

Come uscirne se si è finiti nella rete

Se sei finito all’interno di uno di questi gruppi o, peggio, stai subendo un tentativo di ricatto, la regola d’oro è non pagare mai. Chi estorce denaro non si accontenta mai della prima tranche e continuerà a chiedere somme sempre più alte.

L’unica via d’uscita sicura consiste nel raccogliere tutti gli screenshot delle minacce e della chat e sporgere immediata denuncia alla Polizia Postale. Anche se si rischiano sanzioni disciplinari da parte dell’università, interrompere la catena del ricatto legale è l’unico modo per proteggere la propria sicurezza finanziaria e personale sul lungo periodo.

Questo post è stato pubblicato il 25 Giugno 2026

Redazione

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