C’è chi a 70 anni decide di godersi il meritato riposo e chi, come Michele Antonio Carmosino, decide che è il momento perfetto per iscriversi a un nuovo corso di laurea. L’ex presidente della Comunità Montana Alto Molise, originario di Vastogirardi, è diventato un caso nazionale, trasformando la sua sete di conoscenza in una vera e propria missione di vita.
Il “Plurilaureato” d’Isernia che sfida il tempo
Non si tratta solo di collezionare “pezzi di carta”. Per Carmosino, ogni titolo accademico rappresenta una nuova lente con cui osservare la realtà. Dalla Giurisprudenza alla Sociologia, passando per la Teologia e le Scienze Politiche, il suo percorso è un mosaico di saperi che abbraccia il diritto, la storia e il sociale.
La sua storia colpisce per la costanza: nonostante gli impegni istituzionali che lo hanno visto protagonista per anni nella difesa del territorio molisano, non ha mai smesso di sedersi sui banchi (reali o virtuali) delle università italiane.
Perché la sua storia è diventata virale?
In un’epoca dominata dalla velocità e dal “tutto subito”, Carmosino rappresenta il valore della lentezza consapevole e della formazione continua (lifelong learning). Ecco i punti chiave che rendono il suo percorso unico:
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Legame con le radici: Nonostante gli alti studi, è rimasto profondamente legato a Vastogirardi e alle problematiche delle aree interne.
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Curiosità multidisciplinare: Non si è specializzato in un solo settore, ma ha spaziato tra materie umanistiche e tecniche.
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Esempio per i giovani: La sua figura smonta l’idea che lo studio sia solo un mezzo per trovare lavoro, elevandolo a strumento di libertà personale.
Dal Palazzo alla Biblioteca
Chi lo ha conosciuto durante gli anni alla guida della Comunità Montana Alto Molise lo ricorda come un amministratore attento e preparato. Oggi, quella stessa preparazione viene applicata alla ricerca accademica. Carmosino dimostra che l’esperienza politica trae beneficio immenso dal rigore dello studio, e viceversa.
“La cultura è l’unico bene che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.”
Questa citazione sembra cucita addosso all’uomo che ha fatto della provincia di Isernia un esempio di eccellenza intellettuale, dimostrando che anche dai piccoli centri dell’Appennino si possono scalare le vette della conoscenza.













