Università, cinque colleghi da evitare per iniziare al meglio l’anno

Con l’arrivo del nuovo anno ognuno di noi ha stilato una lista di buoni propositi e linee guida per vivere meglio e, magari, non ripetere gli stessi errori del 2018. Anche ogni studente non può certo far mancare qualche obiettivo per la sua vita da universitario, a cominciare dalla tanto agognata laurea al desiderio di migliorare la propria media, dall’intento di studiare le materie per tempo alla ferma convinzione di non rimandare oltre quell’esame con il professore tanto temuto.

Ma perché non approfittare del nuovo anno anche per allontanare un po’ tutti quei pessimi colleghi, a volte nocivi, che non fanno altro darci noia, rendendo la vita all’università una vera lotta per la sopravvivenza? Di seguito, una lista dei tipici colleghi universitari che sarebbe consigliato tenere alla larga.

Il fannullone

È lui, quell’impareggiabile scansafatiche che non ha mai ben capito cosa ci faccia all’università o che si è iscritto solo per accontentare il volere dei parenti o per non doversi trovare una vera occupazione. Il fannullone è lì che gironzola, pratica il salto agonistico delle lezioni, non è mai entrato in possesso di nemmeno un testo del programma e preferisce trascorrere il tempo tra feste e uscite varie anziché studiare. Affari suoi, ci sarebbe da dire, se non che il fannullone ha bisogno di qualcuno che gli faccia compagnia sulla strada dell’ozio e potrebbe distrarvi dalle cose serie. Non evitatelo del tutto, ma cercate di non lasciarvi trascinare dalla sua pigrizia e preferite delle compagnie un po’ più “fruttuose”.

Il “so tutto io”

Non potete non averlo notato. A lezione è quello che alza sempre la mano per intervenire, che non manca mai neanche durante una catastrofe naturale, che agli esami si trova sempre sull’orlo di una crisi di nervi ma che poi torna a casa soddisfatto con un trenta e lode. Il so tutto io non è “malvagio” in sé, se non fosse per il suo desiderio di rimarcare costantemente la propria superiorità, ostentando i risultati ottenuti, anche sui social, e facendoci sentire delle vere nullità al confronto. Evitate, dunque, delle compagnie che possano mettere in discussione la vostra sicurezza e autostima, minando di conseguenza il vostro percorso di studio, e avvicinatevi, invece, a chi vi fa sentire migliori e v’induce a credere nelle vostre capacità.

L’approfittatore

Mi passi gli appunti della scorsa lezione”? “Non è che avresti il riassunto del manuale”? “Mi daresti una mano a studiare questo capitolo”? L’approfittatore è lui, quello che se t’incontra per i corridoi non ti considera nemmeno a pagarlo, ma che nel momento del bisogno diventerà il tuo più affezionato follower. Le persone di questo genere non sono realmente interessate alla nostra amicizia, bensì cercano solo di volgere a loro favore qualunque tipo di rapporto, usando i colleghi universitari a proprio piacimento ma senza mai ricambiare il favore. Da evitare come la peste.

La mia facoltà è migliore della tua

Quante volte lo avrete sentito? Si tratta di quel collega, iscritto a un corso di studi differente dal vostro, che non perde mai un minuto per rimarcare quanto la propria facoltà sia migliore e quanto tutte le altre siano, invece, inutili e una vera perdita di tempo. Il consiglio è di rimettere al proprio posto questo tipo di persone, facendo subito notare loro come il mondo del lavoro abbia bisogno di innumerevoli professionalità diverse e non solo di medici, giuristi, ingegneri o quant’altro. Non dimenticate mai che non esistono facoltà di prima classe e altre di ultima, ma che semplicemente ciascuno di noi possiede ambizioni e attitudini differenti e che, grazie al cielo, il mondo è bello perché è vario.

L’ansioso

Quest’ultima tipologia di collega universitario è la più comune. È costituita da un piccolo esercito di studenti sull’orlo di una crisi di nervi che infestano puntualmente tutti i “gruppi materia” su Whatsapp o Facebook, facendo saltare la pazienza con le loro centinaia di domande su qualsiasi cosa. “Ma il professore lo chiede questo argomento”? “Ma l’ultimo capitolo era da studiare”? “Ragazzi non so nulla”. L’ansioso riuscirà a esasperarvi al punto che tutte le vostre certezze verranno meno, anche gli studenti più preparati crederanno di non essere pronti e arriverete al giorno dell’esame carichi di preoccupazioni e stress. Consiglio? Dileguatevi dai gruppi almeno un paio di settimane prima dell’esame, la vostra salute mentale ringrazierà.

Questo post è stato pubblicato il 3 Gennaio 2019

Debora Guglielmino

Classe '94, la passione per l'informazione e il giornalismo mi accompagna sin da quando ero ancora una ragazzina. Studentessa di Scienze della Comunicazione, amo la lettura e le atmosfere patinate ed eleganti tratteggiate nei romanzi della Austen. Appassionata e ambiziosa, sogno di poter un giorno conoscere il mondo e di raccontarlo attraverso una penna e un taccuino.

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