Università rosa? In Italia ce n’è una con donne alla guida e primato di studentesse

È milanese la prima università guidata da una rettrice ed una direttrice generale ed il rosa, qui, sembra essere proprio un indice positivo. L’Università di Milano Bicocca è, oltre che guidata da donne, costituita per la maggior parte da queste. Le studentesse sono oltre il sessanta% fra i 33 mila iscritti, anche se tale dato è legato anche al tipo di studi e alle professioni.

Dopo gli ottimi risultati ottenuti, l’ateneo è pronto ad accogliere più figure femminili anche fra i docenti, concedendo loro avanzamenti di carriera pari a quelli dei colleghi e anche se le attuali percentuali di Milano Bicocca sono già superiori alla media nazionale: le docenti sono il 44% e fra i professori ordinari oggi sono il 32 %.

“Non abbiamo inseguito quote rosa, abbiamo soltanto incoraggiato le donne a mettersi in gioco e partecipare ai bandiafferma la rettrice e professoressa di Diagnostica per immagini e radioterapia, Cristina Messa —. E adesso che le commissioni di valutazione sono miste non si verificano le discriminazioni che si vedevano in passato quando erano composte da soli uomini”

Il cambiamento, seppur lento, è stato avviato grazie alla giovane età dell’università e alle aree di studio offerte, quali Psicologia o Scienze delle Formazione, capaci di attirare più facilmente un pubblico rosa.

Sebbene il traguardo appaia ancora lontano, i primi risultati emersi dal Bilancio di Genere non tardano ad arrivare: si registra la quasi perfetta parità fra i direttori dei quattordici dipartimenti (le donne sono 6) e nel Senato accademico.

Inoltre, per promuovere pari opportunità tra sessi, i vertici hanno pensato all’assistenza sanitaria gratuita per il personale dell’ateneo (costituito da 6 donne su 10), alla presenza di asili nido e scuole materne all’interno del campus e all’organizzazione di corsi volti a diffondere una cultura antidiscriminatoria. E sono ancora tanti gli interventi previsti per il futuro – conclude Cristina Messa – perché le donne abbiano più peso nei processi decisionali delle università e della ricerca”

Questo post è stato pubblicato il 22 Gennaio 2019

Redazione

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