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Facebook e le altre regine dei listini azionari

Vuoi Investire in azioni ma non sai su quali? Quando Facebook venne quotata in borsa per la prima volta, le sue azioni valevano 38 dollari. Oggi, nonostante scandali e difficoltà un singolo titolo azionario di Facebook vale 116 euro. Investire in azioni Facebook può essere ancora un’opportunità.

I numeri di Facebook continuano a raccontare  una realtà che, nata come un gioco fra colleghi di università, è diventata un colosso a livello mondiale che per fatturato e prospettive di crescita, gareggia con pochi altri giganti del web cone Google e Amazon, anch’essi dei punti di riferimento per chi è alla ricerca di società per investire in borsa, con la prospettiva di realizzare dei guadagni interessanti.

Quando per la prima volta venne misurato l’impatto di Facebook sull’economia mondiale, ci si rese conto del peso che questa società ricopre in molti Paesi.

227 miliardi di dollari il giro d’affari generato dal più noto dei social network, a fronte di 4,5 milioni di posti di lavoro, che sono stati creati direttamente o indirettamente dai servizi offerti ai suoi utenti.

Ma su cosa basa i suoi guadagni Facebook? Nata quale semplice strumento di comunicazione, Facebook è diventata negli anni uno dei maggiori concessionari di pubblicità online. Chi ha deciso di investire in azioni lo ha fatto perché è consapevole dei margini di crescita che Facebook ancora ha. Basti sapere che ancora oggi, nonostante i costi per acquistare spazi pubblicitari su Facebook, stiano gradualmente salendo, i prezzi praticati da Facebook sono ancora relativamente bassi rispetto a quelli adottati da altri colossi del web. Ciò significa che i margini per far crescere i profitti sono ancora molto alti e destinati a crescere, con grande interesse per chi è intenzionato ad investire in azioni.

La capacità di questa società di rimanere ai vertici delle società quotate, è strettamente legata alla forza che avrà di restare in scia ai processi di innovazione e marketing, che ogni giorno lanciano sul mercato nuovi prodotti e potenziali concorrenti.

Di questo sembra essere consapevole lo stesso Mark Zuckerberg che, molto attento alle aspettative del mercato che ha deciso di investire in azioni, non ha mai smesso di guardare ad altri settori e ad altri potenziali concorrenti. Su tutte, l’acquisizione dell’altro grande social network, al momento al vertice della sua popolarità, Instagram. Così come sono ormai noti gli interessi per altri due grandi settori destinati a dominare la scena dei prossimi anni: criptovalute e realtà virtuale. Superato il danno d’immagine provocato dallo scandalo Cambridge analytica, che aveva messo in luce una gestione quanto meno non proprio rigorosa dei dati archiviati, Facebook si appresta a vivere una nuova fase della sua storia imprenditoriale.

Insomma, quando si parla di investire in azioni, se in passato i riferimenti erano industria, finanza e assicurazioni, oggi il settore tecnologico che ha superato la bolla speculativa dei primi anni duemila si è definitivamente consacrato come il settore, assieme a quello farmaceutico, su cui puntare per ottenere profitti di grande soddisfazione. E Facebook lo ha capito bene, visto che profitti generati direttamente da prodotti e contenuti pubblicitari a parte, i principali ricavi provengono dalla liquidità immessa da chi ha deciso di investire in azioni.

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