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Come si valuta un’auto usata?

Dopo anni di onorato servizio può capitare di doversi trovare di fronte all’esigenza di cambiare auto. Prima, però, bisogna trovare il modo di venderla, e per fare ciò è necessario arrivare ad una giusta valutazione della nostra vettura. Per fortuna ci sono diversi metodi che possono aiutarci nella valutazione auto più pertinente alle nostre esigenze.

Innanzitutto bisogna capire che nella valutazione di una vettura incidono diversi fattori come il numero di chilometri percorsi, l’anno di immatricolazione, gli optional installati, la parte meccanica ed i tagliandi eseguiti.

Generalmente il primo fattore che determina il prezzo di una vettura è il numero di kilometri percorsi. Di norma si consiglia di scontare lo 0,3% del valore standard dell’auto per ogni 1.000 chilometri in più rispetto alla normale quotazione di mercato. Ma in verità, un contachilometri è facilmente “taroccabile” grazie a particolari software. Quindi per avere un’idea approssimativa occorrerà osservare altri elementi da cui si può dedurre la vera usura della macchina. Ad esempio, se la pedaliera o i sedili risultano consumati un chilometraggio troppo basso risulterebbe incompatibile.

Non si può poi trascurare la parte meccanica che rappresenta il cuore della macchina. È importante, in questo caso, farsi aiutare da un esperto, ad esempio da un meccanico professionista che sia in grado di valutare l’auto usata dando un’occhiata a ciò che si nasconde sotto il cofano. In primis bisogna guardare allo stato generale del motore, la cinghia di trasmissione ed eventuali perdite di liquido. Occhio anche al sistema frenante ed allo stato della frizione.

Altro elemento da tenere in considerazione per valutare un’auto usata è lo stato degli pneumatici. Occorre, in particolare, controllare l’usura e la profondità del battistrada. L’ideale è parcheggiare la macchina in un luogo pianeggiante e uniforme. Girando le ruote di 45° verso destra o verso sinistra, sarà possibile verificare l’usura e la profondità del battistrada utilizzando un calibro di profondità, reperibile in qualsiasi negozio specializzato. In Italia il limite legale di profondità residua è di 1,6 millimetri su tre quarti del battistrada e per tutta la circonferenza. Conviene fare questa verifica in più punti della gomma. Se il livello di usura è arrivato all’apposito indicatore segnalato sul canale principale del pneumatico significa che si è raggiunto il limite legale e che, pertanto, bisogna cambiare le gomme. Il che, ovviamente, è un costo.

La carrozzeria è ciò che più risalta all’occhio. Al di là del colore della macchina (che non sia sbiadito dal tempo o dall’incuria), si guarda subito se ci sono delle ammaccature oppure dei punti di ruggine qua e là. Ma non basta per verificare se la carrozzeria è in buono stato. Oltre a ciò bisogna controllare la parte inferiore del veicolo, lo stato delle portiere e dei parafanghi.

In ultima analisi le revisioni e la manutenzione effettuata nel tempo ed eventuali guai amministrativi. Ad esempio, è sempre opportuno chiedere al proprietario del veicolo in vendita di poter visionare il libretto di manutenzione che dovrebbe contenere le ricevute dei diversi interventi. Questo serve sia a controllare quali problemi ha dato quel veicolo nel tempo e se il proprietario è stato sufficientemente pignolo da fare una manutenzione regolare e completa.

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