
Il classico test d’ingresso estivo a risposta multipla — con le sue dosi di ansia, preparazione estenuante e ricorsi al TAR — è ufficialmente un ricordo del passato. L’Italia ha adottato un modello radicalmente rinnovato, ispirato al sistema universitario francese: il Semestre Aperto (o “semestre filtro”).
Questo cambiamento sposta la selezione dall’ingresso al rendimento universitario effettivo, permettendo a decine di migliaia di aspiranti camici bianchi di varcare le soglie degli atenei senza uno sbarramento preventivo sui quiz. Ma come funziona concretamente la procedura, quali sono gli esami da sostenere e quali paracadute sono previsti per gli studenti?
Il cuore del nuovo sistema è semplice nell’idea: l’iscrizione al primo semestre è libera e aperta a tutti i diplomati della scuola secondaria superiore. Non esiste più una prova preliminare per determinare chi possa frequentare le lezioni.
I primi mesi di università diventano a tutti gli effetti un periodo di prova e valutazione accademica.
[Iscrizione Libera] ──> [Semestre Aperto (18 CFU)] ──> [3 Esami Nazionali] ──> [Graduatoria e Ammissione 2° Semestre]
Durante il primo semestre, gli studenti frequentano tre insegnamenti scientifici fondamentali per una solida base medica:
Biologia (6 CFU)
Chimica e Propedeutica Biochimica (6 CFU)
Fisica (6 CFU)
Per completare il percorso e poter competere per l’ammissione al secondo semestre, occorre ottenere tutti i 18 CFU complessivi.
Il percorso amministrativo e accademico si articola in fasi ben definite:
L’iter parte in estate attraverso la piattaforma Universitaly. Durante la procedura, lo studente deve:
Registrarsi tramite SPID o CIE.
Scegliere l’Ateneo principale dove frequentare il semestre aperto.
Indicare la lista delle sedi preferite per il prosieguo del corso (la sede di frequenza del primo semestre può anche non coincidere con la prima scelta per la graduatoria).
Selezionare un “corso affine” paracadute (es. Scienze Biologiche, Biotecnologie, Farmacia) e le relative sedi.
Versare il contributo unico richiesto dall’università indicata.
Da settembre a inizio inverno si svolgono le lezioni ufficiali. Al termine del periodo di insegnamento, gli studenti affrontano le prove di verifica nazionali.
Le prove si svolgono con modalità standardizzate su tutto il territorio nazionale:
Struttura dei test: per ciascuna materia sono previsti quesiti che combinano domande a risposta multipla e quesiti a completamento.
Durata e tempi: ogni prova ha un tempo stabilito (circa 50 minuti per disciplina).
Criteri di valutazione: la votazione è espressa in trentesimi per ogni esame. Per accedere alla valutazione in graduatoria è indispensabile conseguire la sufficienza (almeno 18/30) in ciascuna delle tre discipline.
I voti ottenuti nei tre esami (espressi in trentesimi, con l’eventuale incidenza della lode) vengono sommati per calcolare il punteggio di merito di ogni candidato.
La Graduatoria Nazionale di Merito determina chi, sulla base dei posti complessivamente disponibili a livello nazionale stabiliti dal Ministero, ottiene l’amministrazione definitiva al secondo semestre di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria o Veterinaria.
Nota di merito: A differenza del passato, la selezione non premia più la fortuna o la memoria su nozioni di cultura generale o logica astratta, ma valuta la capacità di comprensione e profitto sulle materie caratterizzanti dello studio medico.
Una delle principali critiche al vecchio test era il rischio di “perdere un anno”. Il nuovo modello integra una forte rete di salvataggio basata sui corsi affini (come Biotecnologie, Scienze Biologiche o Farmacia):
Riconoscimento dei crediti: chi supera gli esami del semestre aperto ma non si posiziona in graduatoria in modo utile per Medicina, può immatricolarsi direttamente al corso affine scelto in fase di iscrizione. I 18 CFU già acquisiti in Biologia, Chimica e Fisica vengono interamente riconosciuti, evitando così la perdita dell’anno accademico.
Possibilità di riprovare: gli studenti hanno la possibilità di iscriversi al semestre aperto per un massimo di tre volte (anche non consecutive). In caso di seconda o terza iscrizione, la frequenza alle lezioni è solitamente convalidata, permettendo di concentrarsi sul miglioramento dei voti o sul recupero degli esami.
Il sistema del Semestre Aperto rappresenta un passaggio fondamentale da un modello di sbarramento passivo a un approccio di merito attivo in itinere. Pur non trattandosi di un’apertura illimitata (poiché la capienza delle strutture sanitarie e dei laboratori richiede comunque un tetto programmato per gli anni successivi), il percorso garantisce un’esperienza formativa reale fin dal primo giorno, restituendo dignità e continuità allo studio universitario.
Questo post è stato pubblicato il 27 Luglio 2026
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