
Il Reddito di Merito è una proposta di legge ideata per offrire un contributo economico mensile da 500 a 1.000 euro agli studenti universitari che mantengono una media voti alta e svolgono il percorso accademico nei tempi previsti. Il beneficio è pensato per essere cumulabile con le borse di studio ERSU/DSU e punta a premiare il merito oltre che a contrastare il caro-affitti e la fuga dei giovani talenti.
Negli ultimi anni il costo della vita universitaria, sommato ai rincari degli affitti per i fuorisede (+41% in media negli ultimi sei anni nelle principali città universitarie), ha reso sempre più complesso per molte famiglie sostenere gli studi dei propri figli.
In questo contesto si inserisce la proposta di legge relativa al “Reddito di Merito e incentivo all’eccellenza per studenti meritevoli”, presentata in Parlamento (prima firmataria la senatrice Stefania Craxi per Forza Italia). L’obiettivo primario della misura è duplice:
Incentivare l’eccellenza accademica, sostenendo concretamente i giovani che ottengono i risultati migliori.
Frenare la fuga di talenti dall’Italia, fornendo una ragione economica tangibile per rimanere e completare gli studi negli atenei nazionali.
A differenza di altri bonus basati esclusivamente sul reddito del nucleo familiare (ISEE), il Reddito di Merito premia la costanza e la media ponderata degli esami. L’assegno viene suddiviso in tre scaglioni mensili:
I criteri previsti dal testo di legge sono molto stringenti per garantire che le risorse vengano destinate agli studenti con un rendimento effettivamente elevato:
Per le Matricole (Corsi Triennali e Ciclo Unico):
Voto di maturità non inferiore a 95/100;
Posizionamento entro il primo 10% della graduatoria nazionale nei test d’ingresso (es. TOLC CISIA).
Per l’accesso alle Lauree Magistrali:
Voto conseguito alla laurea triennale pari ad almeno 108/110.
Per gli anni successivi al primo:
Rispetto della regolarità negli esami (numero di CFU in linea con il piano di studi);
Mantenimento della media ponderata richiesta per la relativa fascia di contributo.
Residenza: Residenza legale e stabile sul territorio italiano da almeno 12 mesi.
Un punto fondamentale della proposta riguarda la cumulabilità: l’ottenimento del Reddito di Merito non esclude né penalizza l’accesso alle tradizionali borse di studio regionali legate al diritto allo studio (come quelle erogate da ERSU in Sicilia o dagli enti DSU nel resto d’Italia).
Ciò significa che uno studente meritevole e in possesso dei requisiti di reddito per la borsa regionale potrà sommare le due forme di sostegno, alleggerendo notevolmente il carico economico della carriera universitaria.
La proposta di legge nazionale trae ispirazione diretta da iniziative già sperimentate a livello locale. Un esempio significativo è rappresentato dalla Regione Calabria, che ha approvato una delibera per istituire un Reddito di Merito regionale per gli iscritti alle università del territorio in regola con gli esami e con media alta.
A livello nazionale, la copertura finanziaria ipotizzata per il fondo si aggira attorno ai 15 milioni di euro all’anno, da mobilitare anche attraverso la riprogrammazione di fondi europei dedicati all’istruzione e al capitale umano.
Come ogni riforma che riguarda l’università, il provvedimento suscita reazioni contrastanti tra gli addetti ai lavori:
A favore: i sostenitori evidenziano come una borsa mensile da 500 a 1.000 euro possa rappresentare una vera boccata d’ossigeno contro il caro-affitti e permettere agli studenti di concentrarsi a tempo pieno sullo studio senza dover svolgere lavori precari per mantenersi.
Le perplessità: alcune associazioni e rappresentanze studentesche sottolineano che legare il contributo al solo fattore merito (media voti) rischia di avvantaggiare chi proviene da contesti scolastici e sociali già favoriti, chiedendo di calibrare meglio l’accesso con soglie ISEE a tutela del diritto allo studio inclusivo.
Come e quando fare domanda?
Trattandosi di una proposta di legge in itinere, la procedura di domanda non è ancora aperta. I dettagli e le modalità operative verranno stabiliti solo al completamento dell’iter parlamentare e con la successiva pubblicazione del regolamento attuativo.
Dove seguire gli aggiornamenti?
Continua a seguire le pagine di LiveUniversity per rimanere aggiornato sulle novità di legge, i bandi di concorso e le opportunita per gli studenti universitari.
Questo post è stato pubblicato il 27 Luglio 2026
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