Università di Bologna

Università, il caso del concorso senza commissari: 14 i docenti dimessi

Caos all'Università di Bologna. Un concorso per diventare associato rimane senza commissioni, dopo le dimissioni di 14 docenti a seguito di varie predisposizioni.

Un concorso senza fine: all’Alma Mater di Bologna, 14 professori di Scienza delle Costruzioni in cattedra in Italia, hanno rinunciato all’incarico di commissari. L’indisponibilità dei docenti blocca temporaneamente la situazione al Dipartimento di Ingegneria civile, chimica ambientale e dei materiali.

Si pare dal ricorso di una ricercatrice candidata per i due posti per l’associato nella materia di Scienza delle Costruzioni. Ricorso respinto dal Tar, ma accolto dal Consiglio di Stato che – come riporta la Repubblica – ha rilevato un comportamento anomalo delle commissioni. Così, per tre volte i giudici in appello annullano gli atti valutativi della commissione e prescrivono di rifare tutto.

Nell’ultima sentenza il Consiglio di Stato fissa pure i criteri cui deve attenersi la commissione per i giudizi: nel marzo di quest’anno, poi, viene nominata una commissione composta da docenti esterni all’università di Bologna.

Ma – come riporta la Repubblica – i primi tre docenti incaricati rinunciano, contestando il fatto che i giudici abbiano già indicato i criteri di valutazione, sempre cambiati dalle precedenti commissioni e sempre a svantaggio della ricercatrice. Tuttavia, nemmeno i commissari successivi accettano e si dimettono: e nel giro di due mesi, il concorso rimane bloccato mentre, in totale, sono 14 i docenti hanno dato le dimissioni dall’incarico alla commissione.

L’avvocata della ricercatrice, Lucia Annicchiarico, ha proceduto con una lettera al ministro Marco Bussetti e al sottosegretario Lorenzo Fioramonti. Inoltre, come riporta la Repubblica, è partito un nuovo ricorso in cui viene chiesto ai giudici di sostituirsi all’amministrazione universitaria: “È venuto meno il rapporto di fiducia, chiediamo che sia il Consiglio di Stato a nominare direttamente la ricercatrice nel ruolo di associata e solo in subordine un commissario ad acta“, spiega la legale Annicchiarico.

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