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Lo stato degli spin-off universitari in Italia

ricercatrice universitaria
Gli spin-off universitari sono aziende e progetti di business che nascono dai risultati di ricerche universitarie di ogni settore. Qual è il loro stato in Italia?

Nonostante i media tradizionali non ne parlino, esiste una nuova realtà in Italia, legata all’educazione e al business: gli spin-off universitari. Si tratta di startup che nascono da ricerca ed innovazione, due parole che spesso non fanno rima con “Italia.” Però, in questo caso, la situazione è diversa. Gli spin-off sono sempre più popolari, ma non mancano le sfide. Per fortuna, sviluppi recenti e regolamentazioni possono contribuire allo sviluppo di queste startup italiane.

Cosa sono gli spin-off universitari

Si tratta di aziende e progetti di business che nascono dai risultati di ricerche universitarie di ogni settore. Le invenzioni e gli studi che vengono sviluppati dagli studenti universitari diventano applicazioni nel mondo. Cioè, vere e proprie startup. Queste imprese sfruttano i risultati di anni di studi, usando risultati che altrimenti sarebbero potuti cadere nel dimenticatoio.

In Italia, per avviare uno spin-off, serve collaborare strettamente con l’ateneo. Questo, anche per ricevere il riconoscimento e l’approvazione per usare la ricerca.

Ad esempio, l’Università di Padova fornisce ai futuri imprenditori la consulenza con il Settore Trasferimento di Tecnologia per rendere chiara la procedura, soprattutto come iniziare in questo mondo. L’ateneo ha un regolamento dedicato agli spin-off universitari attraverso l’Ufficio Valorizzazione della Ricerca. Ma ci sono altri benefici.  Infatti, i ricercatori e gli imprenditori che avviano una startup con la sede di Padova possono usufruire dell’incubatore universitario d’impresa Start Cube.

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Tra storie di successo e futuro

Se la legislazione italiana non si è ancora attualizzata, il mercato del lavoro l’ha sicuramente fatto. Senza dubbio, l’espansione e il successo del lavoro da remoto promuovono ambienti dove gli spin-off universitari possono fiorire. Gli studenti universitari hanno un accesso facile a queste imprese, che apprezzano il loro talento e la loro dedizione.

Per facilitare ancora di più la situazione, esistono imprese come AWISEE, cioè business che si occupano di connettere domanda e offerta. Questa agenzia connette i talenti universitari con le startup, anche attraverso tattiche di marketing digitale.

“La promozione online aiuta a mettere in contatto persone che altrimenti non si conoscerebbero,” ha detto il rappresentante dell’agenzia AWISEE, “con tattiche di marketing come il nostro servizio link building, possiamo fare da tramite tra talenti ed imprese italiane”.

Gli spin-off sono considerati parte della missione delle università che si ripromettono di fare ricerca per poi applicarla. Per questo, due elementi sono fondamentali nella creazione delle startup: la qualità dei professori e i fondi dati direttamente dall’ateneo. Non guasta nemmeno avere una vasta rubrica di contatti del settore, persone riconosciute che possono diffondere le tecnologie brevettate, i dati e gli sviluppi.

Proprio l’Università di Padova è una delle più innovative in questo campo. Una storia di successo è la startup Finapp, uno spin-off dell’ateneo veneto, che ha sviluppato una tecnologia per misurare la quantità di acqua immagazzinata nel suolo. La vera innovazione è che questa soluzione può essere usata su un’ampia superficie per un monitoraggio continuo. Finapp ha sviluppato metodi per misurare l’umidità del suolo, un’applicazione che può rivelarsi utile in diverse industrie.

Dal Veneto alla Puglia, altre storie di spin-off di successo universitari arrivano dall’Università di Bari. Nella lista delle startup nate da questo ateneo ci sono imprese innovative. Una di queste è Agridatalog, che si propone di creare un’agricoltura digitale e sostenibile. Come? Ad esempio, con il monitoraggio via app, con l’uso di droni e sensori avanzati. Oppure Altair, una startup che vuole innovare il campo dell’archeologia usando tecnologie e promuovendo l’ideale di “archeologia preventiva”, cioè per la salvaguardia di beni nei cantieri edili e non solo.

Gli spin-off universitari beneficiano tutti i protagonisti. Le università possono pubblicare brevetti e promuovere le loro ricerche. I professori possono diventare imprenditori, mentre gli studenti hanno un lavoro dopo la laurea. E tutto questo beneficia il territorio, dato che queste startup sviluppano progetti che fanno bene, anche alla comunità e all’ambiente.

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